SCAPPO DALLA CITTA’: 6 posti magici fuori dal mondo

SCAPPO DALLA CITTA’: 6 posti magici fuori dal mondo

1. Sul lago incantato
Una proprietà sperduta, Les cabanes des grands lacs, nella Franche-Comté,
a un’ora di strada da Mulhouse, che ricorda la regione dei grandi laghi canadesi.
Qui ce ne sono cinque, incastonati nella foresta e una ventina di capanne, la metà
galleggianti, eco-friendly e cocooning. Nell’Éco-hutte comune ci si ritrova per un
bicchiere di vino e un tagliere di formaggi locali. Si pesca, si va in bicicletta,
in canoa, ci si tuffa nel lago. Il must? Il Diner du terroir, la cena tradizionale
servita a otto metri di altezza tra i rami di una quercia secolare. Ma anche la Spa
galleggiante, 100 per cento ecologica.

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2. Tra le Montagne Rocciose in Colorado.A otto ore di strada da Denver,
ci si sente avventurieri del secolo scorso a Dunton Hot Springs, un’antica città
mineraria abbandonata dagli ultimi abitanti nel 1918. Oggi in questa splendida valle
alpina delle montagne di San Juan, le capanne in tronchi di legno e le tende spaziose
ospitano camere très chic, mentre il saloon, con tanto di arredo originale, è stato
trasformato in un’accogliente zona soggiorno dove si servono piatti raffinati. Attorno,
i grandi spazi spettacolari dei cult movies americani, verdi in estate, arancioni,
ocra nel foliage in autunno, bianco smagliante quando cade la neve. Il plus?
Il bagno nelle sorgenti d’acqua calda naturali, la pesca alla mosca, le cavalcate selvagge,
le scorribande lungo il fiume in kayak.

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3. Nella fattoria Còrsa
In Corsica, tra mare e montagna, nella valle dell’Ortolo, in una vasta proprietà di
mille ettari di macchia mediterranea, vigne e pascoli, si nasconde l’Hameau de Saparale.
Qui ci si rifugia in una fascinosa fattoria in pietra e qualche ovile sapientemente ristrutturato, piscina.
Un angolo di pace in mezzo a ulivi centenari. Come U Caseddu, A Scola, U Mulinu. Al mattino consegna di
invitanti colazioni e provviste, per non essere obbligati a uscire.

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4. sulle palafitte nel fiordo norvegese
Tra il fiordo e le montagne ricoperte da foreste del nord ovest norvegese,
a Alstad, nella fertile valle di Valldal, a un’ora di aereo da Oslo, sette cubi
su palafitte si specchiano nel fiume. Juvet Landscape è un hotel paesaggio, come lo definiscono
gli architetti Jensen  &  Skodvin. Molto legno, in omaggio agli alberi attorno, ma anche vetro e
cemento in uno stile quasi minimalista. Nessuna frontiera tra dentro e fuori: si è tutt’uno con
la foresta grazie alle pareti di vetro che lasciano entrare la luce e i colori della vegetazione.

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5. Nelle capanne nella radura sul Petite Morin
È a solo 45 minuti da Parigi, ma permette fughe insospettabili. Nella valle del Petit Morin,
affluente della Senna, a 7 e a 12 metri da terra, Les cabanes du moulin è tutto in due capanne in legno,
una nella radura, l’altra vicina al fiume. Una full immersion selvaggia, unici rumori il canto degli uccelli
e i versi degli scoiattoli. Attorno, le passeggiate, i bagni nel fiume, i déjeuner sur l’herbe.

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6. Ai piedi dell’Himalaya
In Tibet, ai piedi dell’Himalaya, al di là delle rive del fiume Yangtsé, a cinque ore di 4 × 4 da Lanzhou,
una proprietà di 14 ettari, nella regione dell’altipiano dell’Amdo dove si producono le più belle lane del mondo,
tra i nomadi e gli allevatori di yak. Il Norden Camp è un luogo casual chic, creato da giovani tibetani anglofoni,
dove ci si ritrova in sette “log houses” in tronchi di legno e otto tende, arredate con plaid, tappeti, cuscini,
naturalmente in lana di yak. Un’immersione nella spiritualità, grazie anche alla vicinanza di Labrang, più di 200 edifici,
settecentesco santuario del buddismo tibetano.

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Fonte: Sailing & Travels

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